Con il viso nell’incavo del tuo collo,
mentre strofini le tue guance
sulle mie,
mentre mi accarezzi
e mi stringi a te,
è proprio quello il momento
in cui mi sento davvero bene,
quando mi sussurri
“Io di più” all’orecchio,
e mi convinci del fatto
che sia così.
Ma vorrei che ti guardassi
con gli occhi miei,
che sentissi il mio cuore
battere e fare una giravolta
ogni volta che ti vede,
vorrei che capissi cosa sei per me,
e quanto il mio cuore
immensamente
ami te.
Vattene in giro con l’anima spettinata
Prenditi tutto il tempo che serve
E già che ci sei
Prendi anche un po’ di felicità
E mettila davanti agli occhi.
E dopo guarda,
Guarda che cosa ti stavi perdendo.
Sii certo di esistere
E di saperti ascoltare
Amandoti sotto voce.
Passeggiati dentro
dove gli altri non sanno arrivare.
- Andrew Faber
“Chi è stato innamorato, innamorato davvero, si riconosce: non si accontenta, non ci riesce. Non si accontenta di due baci dati a caso in una discoteca. Non si accontenta di una notte di sesso. Non si accontenta di una storia tranquilla. Non si accontenta di chi è “bello ma non balla”. Non si accontenta dei “forse”, dei “se” dei “ma”. Chi ha incontrato l’amore si riconosce: potrebbe vagare anche tutta la vita come un disperato per riviverlo, almeno una volta, almeno mezzo minuto. Lo vedi camminare con gli occhi preoccupati, malinconici, speranzosi, lucidi di ricordi. Chi ha amato non può fare a meno di volere altro amore.”— Susanna Casciani
“Il disperato bisogno di essere consolati dalla persona che ci fa piangere.”
Edvard Munch – Consolation (1894)
“Avevo sempre avuto questa tendenza a immergermi talmente in qualcosa da dimenticarmi per un po’ del resto del mondo.”— Murakami Haruki, Norwegian Wood.
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